Incredibile vittoria per 1-0 degli elvetici contro le furie rosse!
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Anche la Svizzera che vince 1-0 contro la Spagna è “multietnica” come la Germania: il marcatore elvetico Gelson Fernandes ha origini Capoverdiane. Il portiere Diego Benaglio ha origini italiane e gioca in Germania, altri hanno i genitori turchi, serbi, kosovari, curdi, congolesi e albanesi.Pensateci, think about it!
Andate anche a spulciare le rose di Germania e Olanda su Wikipedia (Inghilterra e Francia lo sono per ragioni storiche, la particolarità è nel vedere seconde generazioni spiccare nel firmamento del calcio).
Non pensate che l’Italia sia esclusa: se chiede a qualsiasi osservatore o talent scout del calcio giovanile – sentirete dalle loro bocche nomi “esotici”.
Alcuni sono fin troppo noti, tipo Mario Balotelli o Stefano Okaka. Altri invece passano più innosservati, tipo Robert Acquafresca del Genoa che ha la mamma polacca (infatti lo chiamarono per gli Europei 2008, però lui dichiarò fedeltà agli Azzurri). Sempre nel Genoa abbiamo Stephan El Shaarawy, italianissimo (ha il papà egiziano ovviamente) ed è nell U17 italiana.
Al Torino FC gioca titolare il giovane Ogbonna, detto “Angelo”. Si perché è nato a Cassino in prov di Frosinone da genitori nigeriani, e se anche di 2° nome fa Obinze, lui è italiano a tutti gli effetti per la legge dello Jus Solis (come il sottoscritto che vi scrive).
Divertitevi a cercare su Google “Primavera NOMESQUADRA“, io nella Juventus ho trovato Abdoulaye Bamba, difensore e nato in Costa d’Avorio, ma con un’infanzia e 9 stagioni in maglia bianconera. Negli Allievi Regionali dell’Inter c’è Pierre Biaye classe ‘94 nato a Lecco, oppure Ibukun “Roberto” Ogunseye nato a Mantova nel ‘95.
Ce ne sono tanti altri, molti di loro non li vedremo in Serie A – più facile vederli nelle serie minori. Ma non è questo il punto!
Ci sono pezzi di gioventù italiana che stanno crescendo, maturando e sono effettivamente più visibili grazie al potere al calcio. Sono calciatori, chi difensore e chi attaccante oppure in porta. C’è chi è più è bravo e chi di meno. In campo il colore della pelle o i tratti somatici scompaiono quando tutti vestono la maglia della propria squadra. L’agonismo sale, la voglia di vincere è sempre alta.
Nello sport non ci sono differenze, ognuno sfida i propri limiti fisici e li mette al servizio del gruppo, sia in campo che in panchina.
Le uniche differenze sono nel mondo reale, quando porti i documenti alla FIGC e mostri loro il passaporto. E qui cominciano i casini – devi chiedere il documento nullaosta che certifichi che tu non giochi in un club nel tuo Paese d’Origine (e intanto non giochi in campionato).
E in più devi attendere che arrivi la maggiore età per sapere se sarai italiano o no. E intanto i tuoi sogni di poter vestire un giorno i colori Azzurri svaniscono, mentre i tuoi coetanei giocano e si incazzano di gusto, sapendo di poter far errori e di essere comunque in corsa per vincere qualcosa.
Al termine di questo mondiale Cesare Prandelli prenderà la panchina dell’Italia. Sarà lui a sorprenderci portando sull’erba qualche “nuovo azzurro“, o dovremmo attendere altri anni mentre intanto Olanda, Germania e Svizzera ci vogliono superare nel ranking mondiale Fifa?

























