15 Giugno 2010 – Questi Mondiali in Sudafrica hanno visto le sorprendenti vittorie di Corea del Sud e Giappone rispettivamente contro Grecia 2-0 e Camerun 1-0.
Sulla Corea del Sud ci avrei anche scommesso 5-10 euro, la quota vittoria era assestata sui 2,80-3,20 nei botteghini online – la Grecia ahimè ha dato chiari segnali di un lento inesorabile declino, ha perfino pareggiato una partita amichevole in casa propria contro i cugini della Corea del Nord a Maggio 2010 per 2-2. Incredibile, guardate uno dei goal dei nord-coreani su Youtube.
Poi inoltre la Corea del Sud ha un tifo esagerato, complice la famosa batosta ricevuta dall’Italia (nome in codice: Byron Moreno) e dai Mondiali ospitati nel 2004 insieme al Giappone, il calcio è diventato uno sport nazionale, tanto che il gruppo locale dei Backstreet Boy “Super Junior” ha dedicato una canzone esaltate per i propria squadra.
Il Giappone invece ha visto la sua col mitico fantasista Hidetoshi Nakata, che esordì allora nel Perugia Calcio di Gaucci. Nakata fu uno dei primi fuoriclasse del Sol Levante, incursore d’area che lasciava di stucco i portieri con le sue punizioni a girare. Giocò anche nella selezione All Stars (se non ricordo male ci fu una partita Europa vs Resto del Mondo)
Qualcun altro se lo ricorderà per i suoi capelli ossigenati di giallo o rosso, ma poco importa: è stato uno dei primi precursori del calcio moderno nell’estremo oriente.
Nonostante i 33 anni d’età, Nakata si è ritirato anzitempo dal mondo del calcio per dedicarsi alla sua vera passione: viaggiare. Infatti in uno dei numeri della rivista Internazionale leggevo di come Nakata si sia disintossicato e abbia lasciato alle spalle le proprie fortune e glorie balistiche. Un vero peccato, ma questo non ha lasciato sguarnita la selezione nipponica.
Nonostante l’assenza dell’attaccante mancino Nakamura (ex stella di Reggina, Celtics e Espanyol) per infortunio, la nuova promessa Keisuke Honda ha segnato il suo goal decisivo contro il Camerun: 24 anni appena compiuti, si è fatto vedere in Champions League nelle fila del CSKA Mosca, squadra rivelazione.
La Corea nel Sud la conosciamo abbastanza bene, ringiovanita da quel 2002, ha visto l’ascesa e la consacrazione del centrocampista laterale del Manchester United Park Ji Sung, pupillo di Sir Alex Ferguson. Anche nei videogames come Fifa e PES Park spicca per doti di velocità, buona tecnica ma soprattutto tenacia e stamina. Ha fiato da vendere, lotta sui palloni a centrocampo e ha pure affinato le doti finalizzative realizzando un goal nel 2-0 contro la Grecia.
Anche Lippi se ne è accorto, le asiatiche vanno forte (per ora). L’ha detto in conferenza stampa dopo la partita contro il Paraguay finita 1-1.
Tralasciamo la Corea del Nord che giocherà stasera col Brasile, qua il massimo che si può scommettere su quanti goal infilerà le Seleçao e quante partite non trasmetterà in differita la Tv di Pyongyang.
Ma la Cina, che fine ha fatto?
La prima storica qualificazione del 2002 con l’allenatore Bora Milutinović è ormai troppo lontana per essere ricordata, poi quell’esordio contro il Brasile 4-0… fu una partita storica, il solo pensiero di aver giocato contro Ronaldo, Roberto Carlos, Rivaldo e Ronaldinho rese l’appuntamento indimenticabile.
Eppure avremmo preferito accumulare altri ricordi con partite mondiali più recenti e un po’ entusiasmanti. E invece ci tocca sorbire l’ennesimo qualificazione fallita, Cina data per favorita ha poi chiuso il girone della prima fase al 4° posto su 4 squadre: fatali le 2 ultime sconfitte maturate contro Qatar (2°) e Iraq (3°), mentre l’Austriala chiudeva al primo posto anche nella fase successiva.
Eppure nel 2010 hanno vinto l’ East Asian Cup. Ci sono motivi per spiegare questo ennesimo tracollo?
Per chi non fosse aggiornato, anche in Cina è scoppiato un caso “Moggiopoli”: i calciatori pagavano per entrare nella Nazionale. In un contesto di centinaia di partite truccate, arbitri pagati, promozioni e retrocessioni pilotate. Un sistema che è stato scoperto e ha creato il caos totale, ridimensionato le squadre colpevoli e facendo perdere tutto quel poco terreno fatto in questi anni. Leggete gli articoli pubblicati da China-Files, in particolare quelle di Simone Pieranni.
Gabriele Battaglia di Chen Ying addirittura sdrammatizza parlando del tifo nelle steppe mongole.
Io invece chiamo in causa dei fattori speciali, che hanno permesso a squadre africane, agli Usa, alla Russia e ad altre asiatiche di salire nel ranking mondiale: giocare nei maggiori campionati Europei, possibilmente disputando le Coppe Europee.
Inghilterra, Spagna, Italia, Germania, Francia, Portogallo, Russia, ma anche Turchia, Ucraina e Russia. Qualsiasi giocatore cinese vorrebbe debuttare in massimo campionato fra una di queste nazioni. Eppure vediamo solo qualche giocatore esterofilo, tipo il veterano Sun Jihai, difensore ex Manchester City e ora allo Sheffield United (2° divisione inglese), il centrocampista 23enne Li Chunyu giocare nella Stella Rossa di Belgrado, il 24enne Zheng Zhi nel centrocampo del Celtics (Scozia) e Hao Junmin (Shalke 04, Germania, 23 anni), più due attaccanti classe ’89 in Portogallo.
Un po’ poco per una nazione che vanta più di un miliardo di persone (be, c’è anche l’India). Impossibile che non ci scappi un fuoriclasse. Infatti nel basket i fenomeni da NBA stanno spuntando negli ultimi 10 anni, complice l’ascesa di Yao Ming nel mondo mediatico e sportivo.
Il problema fondamentale è la presenza a macchia di leopardo dei campi da calcio: per quanto possano esser vasta la Cina, la sua superficie è prevalentemente montuosa. Nelle grandi città lo spazio scarseggia e le scuole preferiscono costruire palestre oppure campi esterni di basket o tennis. Nonostante il pallone da calcio sia uno degli strumenti più economici e che ha dato la possibilità di emergere dalla povertà a molti giocatori in Sudamerica e Africa, in Cina non è così: gli sport nazionali sono il Ping Pong e il Badmington/Volano, insieme a tutte le altre discipline individuali olimpioniche. Su questo le scuole di qualsiasi grado nelle maggiori città offrono spazio, strumenti e personale qualificato per l’allenamento dei vari ragazzini prodigio.
Le scuole di calcio moderne, così come le conosciamo in Italia, cominciano a spuntare ora, grazie ad accordi e gemellaggi fatti dai club di Premier League con le corrispettive compagini cinesi. Real Madrid, Machester United e Inter da diversi anni operano summer camps in Cina, effettuano provini. Addirittura il giovane portiere Wang Dalei è stato scartato quando ancora allenava Mancini.
Eppure in Cina il calcio è un business, i cinesi stanno seguendo con passione le partite su CCTV5 e addirittura tifano per l’Argentina di Messi e Maradona, anche se le telecronache non sono più quelle di una volta (ricordate il telecronista che ha esultato di gioia per il rigore di Totti contro l’Australia? È stato licenziato e ora fa altro).
Ma come sforzi per la Nazionale, secondo me non si fa abbastanza. Non ho ancora visto dei talent scout alla ricerca di seconde generazioni cinesi in giro per l’Europa. Eppure qua di vivai con qualche ragazzo buono ce ne sono.
Io nel mio ruolo di portiere da calcio a 5 nel tempo libero mi diverto un sacco, la mia altezza non mi ha mai fatto sperare di poter giocare a livello professionistico. Eppure la nostra generazione è cresciuta col calcio, non capisco perché nessuno voglia recuperare qualche giocatore della diaspora in giro per il mondo, almeno per raccontare la propria esperienza.
C’è da dire anche un ultima nota: non è possibile avere il doppio passaporto, ad eccezione di Macao e Hong Kong coi rispettivi Portogallo e Regno Unito se non erro – però anche queste due città cinese hanno la propria squadra di calcio; come Scozia, Galles, Inghilterra e Irlanda del Nord, pur essendo regioni dello stesso Stato, giocano separati per tradizioni della storia del calcio. Quindi molti discendenti cinesi sono impossibilitati ad essere richiamati perché naturalizzati all’Estero.
Eppure il legame con la madrepatria è pur sempre presente – quando giocavo nel campionato di basket dovevo chiedere un nulla osta della Federazione cinese che garantisse che non fossi tesserato con una loro squadra, io che sono nato e sempre vissuto in Italia. Robe da matti.
Vorrei vedere dei colpi di scena nei prossimi quattro anni per i Mondiali in Brasile. Su Youtube i goal della nazionale giovanile U23 cinesi promette bene.
Ma dopo tutto questo discorso non mi resta altro che dire: “Forza Azzurri!!!”
PS: La Nazionale di Calcio femminile cinese va fortissimo, al pari delle statunitensi e delle tedesche!
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